2011 2 agosto

51° SALONE NAUTICO INTERNAZIONALE DI GENOVA Attori e copione, si cambia tutto

51° SALONE NAUTICO INTERNAZIONALE DI GENOVA Attori e copione, si cambia tutto

PRESENTATO A MILANO IL 51° SALONE NAUTICO INTERNAZIONALE DI GENOVA. Sara Armella: «Business & promozione per fare della città la “porta sul mare” di Expo 2015». ANTON F. ALBERTONI: «La caccia al diportista in costume da bagno massacra il comparto». BEPPE DE SIMONE: «Continuare a investire è l’unica ricetta contro la crisi. E noi lo faremo». MARINA STELLA: «La Francia ha un fisco amico. E noi perdiamo posizioni importanti» Amore a prima vista o innamo­ramento? È presto per capire. Nel­la sala convegni di Palazzo Besa­na, messa a disposizione da Inte­sa- SanPaolo, i nuovi «padroni» di Fiera di Genova Spa hanno supe­rato brillantemente il debutto ac­canto al partner storico: Ucina-Confindustria Nautica. Per la pri­ma volta una Lei al centro, con An­ton Francesco Albertoni a sinistra e Beppe De Simone (neo ad) a de­stra. E nessun riferimento a schie­ramenti politici... Il neo presidente, Sara Armella, giovane avvocato fiscalista di suc­cesso, ha le idee chiare: «L’indu­stria nautica sta affrontando una grande sfida e noi siamo al suo fianco». Annuisce l’ad Beppe De Simone, cavallo di ritorno (diret­tore di Sogea-Genova dal 1986 al 1994 e direttore generale di Fiera di Genova dal 1994 al 1998) dopo una decina d’anni a Fiera di Par­ma. «Prof» di scienze fieristiche, da qualche notte fa il «secchione» sui testi-nautici-rimpicapo causa annessi e connessi (leggi capitolo temi e problemi). Con l’avvocato Armella, tra l’altro, avrà il compi­t­o di azzerare in fretta il rosso di bi­lancio 2010: 835mila euro. Intanto un’impressione: piace la nuova catena di comando con il cambio di attori e copione rivisita­to. Può e deve funzionare, è l’au­spicio di Albertoni. Gratificato di un funambolico assist, quando Sa­ra Armella dice convinta: «Trop­po spesso le cronache mettono in relazione l’amore per il mare e per la nautica con uno stile di vita so­pra le righe e con pratiche fiscali di­sinvolte. È una rappresentazione sommaria e molto parziale, che impedisce di cogliere e di valoriz­zare uno straordinario know how fatto di qualità, design, investi­menti e una grande tradizione arti­gianale ». La qualità della prosa è miele per le orecchie di Albertoni. Cotanta melodia val bene un mez­zo toscano spento... «Il nostro obiettivo - aggiunge Sara Armella- è realizzare un salo­ne per tutti. Di tutte le migliori im­prese italiane ed estere, grandi e piccole, offrendo un momento d’incontro unico a livello mondia­le. Per tutti gli appassionati del ma­re, della nautica, della natura, per­sone comuni e facoltosi investito­ri, con una particolare attenzione, quest’anno, ai cittadini disabili». Torna volutamente più volte, l’Avvocato, sul legame tra il Salo­ne e la città: «Un legame che va raf­­forzato, collocando la rassegna in un più articolato quadro di offerta sociale, culturale e artistica». E infatti Sara Armella sottolinea l’iniziativa«Genova in blu»,un nu­t­rito programma di eventi fuorisa­lone (per ragioni di spazio ne par­leremo nelle prossime edizioni del Giornale di Bordo ). Poi allarga lo zoom fino all’orizzonte, là dove s’intravede Expo 2015:«Lavorere­mo- conclude- per instaurare le si­nergie necessarie affinché Geno­va diventi la “ porta sul mare”di Mi­lano 2015». I numeri del Salone: gli esposito­ri saranno 1.300. Oltre 2mila le im­barcazioni (450 in acqua) e circa 450 le novità. Il nuovo layout, che si sviluppa su tre padiglioni, due grandi marine e ampi spazi al­l’aperto fronte mare, presenta quest’anno una suddivisione mer­ceologica che ottimizza il percor­so di­visita ed esalta la spettacolari­tà della parte floating. Ampi spazi, finalmente, alla vela. «Il primo trimestre 2011 - dice Anton Francesco Albertoni- ci di­ce che l’emoragia si è arrestata. Ma i risultati positivi sono preva­lentemente imputabili all’export che oggi costituisce i due terzi del mercato globale. Il mercato nazio­nale sta soffrendo di più ed è sceso dal 55% (2008) al 25%. La crescita è in larga misura il frutto della spin­ta all’internazionalizzazione in­trapresa dalla aziende che hanno cercato nei mercati emergenti una via d’uscita per compensare lo stallo del mercato interno. Ma non tutte le aziende- aggiunge Al­bertoni - sono attrezzate per ope­ra­re in mercati lontani come la Ci­na o il Sudamerica. Soffrono anco­ra piccole e medie imprese». Oggi il comparto vale 3,5 miliar­di di euro a fronte dei 6,2 miliardi del 2008: «Il biennio 2008-2010 ­continua Albertoni- è stato sicura­mente il peggior momento della storia di questa industria, gene­rando una contrazione del fattura­to globale di circa il 45%». Quindi è il momento di sfrutta­re l’assist di Sara Armella: «Da sempre, nel periodo estivo, si fab­bricano notizie e titoloni rincor­rendo il diportista in costume da bagno con le motovedette. Non mi stancherò di ripetere: faccia­mo i controlli e, soprattutto, fac­ciamoli nel periodo giusto- tuona Albertoni - Lasciamo vivere la va­canza al diportista altrimenti in Italia questo settore sparirà per sempre. Abbiamo un tavolo aper­to con le Finanze, stiamo ancora aspettando una circolare di chiari­mento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Che non è mai arrivata, nonostante la promessa persona­le del direttore Attilio Befera. La mancanza di norme chiare e certe non fa bene a nessuno». «Torno a casa - dice il neo ad Beppe De Simone - non sono ge­novese ma Genova è la mia città adottiva dove ho lavorato per lun­ghi anni, anche in Fiera. In questi pochi giorni ho già potuto apprez­zar­e le eccellenti competenze e ca­pacità del nostro partner Ucina. Prometto innovazione nella conti­nuità. Ho trovato un buon pro­gramma, lo porteremo avanti. An­che perché nei momenti di crisi l’unico antitodo si chiama investi­mento. Consentitemi di continua­re a studiare... fino a ottobre. Ma posso anticiparvi che, in ogni ca­so, il prossimo sarà un Salone al­l’altezza delle aspettative». Non solo fuorisalone comun­que. Sarà una settimana di tavole rotonde e seminari. Ne parla Mari­na Stella, direttore generale di Uci­na. fonte www.ILGIORNALE.it



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