2010 29 marzo

Primi incentivi alla nautica per le piccole imbarcazioni

Primi incentivi alla nautica per le piccole imbarcazioni

Le agevolazioni concesse, per la prima volta, dal Governo alla nautica col decreto incentivi sono indirizzate, in modo particolare, al settore delle imbarcazioni di piccole dimensioni. Si rivolgono, infatti, sia agli acquirenti di motori fuoribordo sotto i 75 chilowatt (pari a circa 100 cavalli) sia alle aziende che producono imbarcazioni in vetroresina con stampi. Per i motori, il provvedimento ha previsto uno sconto del 20% sul prezzo di acquisto di un fuoribordo, con un contributo massimo di 1.000 euro. Le motorizzazioni interessate riguardano barche da 7-8 metri. Lo spirito della misura è agevolare la sostituzione di fuoribordo vecchi e inquinanti con nuovi modelli realizzati secondo quanto prescrive la più recente normativa Ue (direttiva 2003/44/Ce) in tema di contenimento di fumi e rumori. Ucina prevede che questo provvedimento consentirà il ricambio di un parco motori di 10mila pezzi circa. La seconda misura prevede contributi fino a un massimo di 200mila euro su stampi per scafi non nocivi alla salute dei lavoratori. L'obiettivo è, anche in questo caso, arrivare a produzioni più compatibili con l'ambiente e, allo stesso tempo, migliorare la tecnica di produzione. Si vuole superare il vecchio sistema di realizzazione degli scafi in vetroresina. Un sistema che prevedeva la lavorazione in ambiente aperto, con fuoriuscita di gas nocivo (lo stirene) che doveva essere rimosso mediante impianti di aspirazione costosi e di difficile realizzazione. Il provvedimento del Governo intende favorire l'acquisto di impianti per la laminazione della vetroresina sottovuoto; un tipo di produzione a stampo che non rilascia alcuna esalazione nell'ambiente. In questo modo, spiega Ucina, si migliora l'ambiente di lavoro e si abbattono anche i costi, perché non occorre aspirare il gas. Questo, inoltre, condurrà le aziende a rinnovare i modelli con nuovi profili di carena, seguendo le tendenze del mercato. Per le barche prodotte con stampi non c'è un limite dimensionale. Ma con 200mila euro (il tetto massimo di sovvenzione) si acquista uno stampo per unità da 10 metri. Quindi è prevedibile che la misura sia utilizzata soprattutto dalle aziende che producono imbarcazioni da diporto di dimensioni contenute. Con questi provvedimenti, ha commentato il presidente di Ucina, Anton Francesco Albertoni, «il comparto potrà ripartire a più livelli: da un lato con il rilancio della piccola nautica e, dall'altro, con il contributo che la cantieristica potrà dare all'occupazione e al mantenimento delle quote di mercato di export». fonta SOLE24ORE.IT



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