Endeavour J Class - K4

Endeavour J Class - K4

Fu realizzato per conto di Sir Thomas Sopwith per la sfida inglese di Coppa America del 1934. Rispetto al suo predecessore, Sir Thomas Lipton, Sopwith ebbe un approccio molto più tecnico nella realizzazione dei suoi sfidanti.

Approfittando dell' esperienza aeronautica della sua società, la Hawker Engeneering, dette un importante supporto tecnico al cantiere anche mettendo a disposizione l'ingegnere aeronautico Frank Murdoch per la progettazione e la messa a punto di tutta l'attrezzatura.
Egli realizzò nuovi winch a quattro velocità completi di manometri per registrare la tensione di volanti e paterazzi; come novità assoluta installò in testa d'albero il primo indicatore elettrico di direzione e velocità del vento; il suo apporto fu importante anche nella costruzione dello scafo realizzato con lastre di acciaio rivettate e saldate su ordinate di acciaio secondo una tecnologia usata nell'industria aeronautica.

Endeavour era dotato di deriva mobile che verrà rimossa nel 1936.

Numerose furono le altre innovazioni anche nell' attrezzatura velica: boma del tipo Park Avenue; solo due vele a prua invece delle tradizionali tre; un grande fiocco a forma quadrilatera.

Endeavour, nonostante un assoluto predominio nelle acque inglesi, nulla poté contro il defender americano Rainbow di Harold S. Vanderbilt perdendo la Coppa per 4 a 2; tale risultato rimase a lungo il miglior avuto da uno sfidante in Coppa America. Endeavour traversò ancora l'Atlantico in occasione della sfida del 193 7 per fare da lepre a Endeavour Il.

Passò il periodo della guerra presso Camper & Nicholsons.

Nel 1947 vennero ambedue messi all' asta senza successo; a trattativa privata vennero acquistati da un demolitore che cominciò a privarli della zavorra di piombo. Privo anche degli alberi, lo yacht rimase immelmato prima nello Hamble e poi nel fiume Medina a Cowes.

Vi furono diversi passaggi di proprietà, che di volta in volta lo videro destinato alla demolizione o al restauro fino a quando non venne acquistato da una coppia di americani che per sei anni si dedicò direttamente al recupero dello scafo devastato dalla ruggine.

Resisi conto che l'opera era titanica non disponendo di mezzi, lo cedettero nel 1984 a Elisabeth Meyer, importante rappresentante dello yachting americano ed erede della famiglia proprietaria dello "Washington Post". Essa sottopose lo yacht a cinque anni di restauri presso il cantiere Huisman sotto la direzione dell' architetto olandese Drjiska ed avvalendosi della consulenza dello stesso Murdoch, ormai quasi ottantenne. Il restauro è costato nel 1989 dieci milioni di dollari ed è stato un evento importante per la mole del lavoro eseguito e per avere recuperato uno yacht dal forte contenuto storico; esso, tuttavia, ha alterato vistosamente il progetto originario sia nelle dimensioni che nelle disposizioni di coperta ed interne. Dell' originario yacht resta ben poco.

Nella foto Endeavour e Velsheda (sullo sfondo) alla Antigua Classic Eek.

Progetto: Chrles E. Nicholsons
Cantiere: Camper & Nicholsons lD. GOSPORT
Anno varo: 16 Aprile1934
Armamento: Cutter bermudiano
Lung. Fuori tutto: m. 39,53
Lung. Armamento: m. 39,53
Lung. Galleggiamento: m. 25,60
Larghezza: m. 6,70
Pescaggio: m. 4,57
Dislcoamento: t. 143
Superfice velica: Mq. 645

ARMATORI
1934 - 1936 Sir Thomas O.M. SODwith
1937 - 1948 Herman A. Andreae
1949 - 1970 Richard S. Clement Lucas
1971  ?
? - 1978 Maritime Trust
1978 - 1984 John e Vivienne Amos
1984 - 1999 Elisabeth Meyer
dai 1999 armatore american